Il libro, presentato per Lettori di cinema al Visionario lunedì 24 agosto alle ore 18:00 dalla sua autrice Monica Vitulo, laureata al Dams di Gorizia, si propone come un’efficace e lucida indagine sull’opera di un autore che ha saputo raccontare il lato oscuro del sogno americano, lasciando un segno indelebile nella storia del cinema politico e di denuncia che ha saputo superare le barriere del tempo ed essere quanto mai attuale.
Nel saggio Il cinema di John Frankenheimer, pubblicato da GPM servizi editoriali, viene analizzata la figura del filmmaker John Frankenheimer, con particolare attenzione ad alcune delle sue opere più emblematiche realizzate negli anni Cinquanta e Sessanta, il periodo storicamente noto come “Era della Guerra Fredda”.
Il cuore dell’analisi si concentra su tre film fondamentali degli anni Sessanta: The Manchurian Candidate (Va’ e uccidi, John Frankenheimer, 1962), Seven Days in May (Sette giorni a maggio, 1964), e Seconds (Operazione diabolica, 1966), opere che incarnano perfettamente il clima di sospetto, tensione e alienazione del periodo, tanto da essere spesso riunite sotto l’etichetta critica di “Trilogia della paranoia”.
Attraverso un approccio che intreccia riflessione filosofica-politica e sociologica, il volume esplora come Frankenheimer abbia saputo tradurre sullo schermo le contraddizioni, le paure e le derive della società americana del dopoguerra.
Temi come il controllo, la manipolazione, l’identità e la libertà individuale emergono con forza, mostrando un cinema che, oltre alla rappresentazione della realtà oggettiva, si interroga profondamente sul ruolo dell’individuo in un mondo dominato da poteri invisibili e strutture oppressive.
Ingresso libero