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LA MEMORIA DELLA TERRA: 50 ANNI DAL TERREMOTO

28 agosto 2026 - 19:30

Venerdì 28 agosto dalle ore 19.30 alle ore 20.30
TALK TALK AL VISIO GARDEN YATAI
LA MEMORIA DELLA TERRA: 50 ANNI DAL TERREMOTO

Alla vigilia dei 50 anni dalle scosse del settembre 1976, il talk vede confrontarsi la voce della scrittura, l’approccio della geologia e lo sguardo del cinema.
Con Esther Kinsky, scrittrice, Eliana Poli (geologa, docente UNIUD) e Marco Virgilio (regista).
Ingresso libero.

Dalle 21.00 la serata proseguirà al cinema:

ore 21.00
Il destino delle terre inquiete di Ivo Pecile e Marco Virgilio e Ricostruzioni di Anna Sandrini.
Il destino delle terre inquiete (2026) di Ivo Pecile e Marco Virgilio, della durata di 75 minuti, è un montaggio presentato al cinema per la prima volta, come unione dei due documentari Tellus fremens e Gli stavoli di Alesso – echi da un mondo perduto. Nei nuovi spettacolari lavori di Pecile e Virgilio c’è il racconto si cosa significa vivere nelle terre inquiete, attraversate nella storia da violentissimi terremoti che hanno segnato la fine di mondi passati e la nascita di mondi nuovi. Saranno presenti gli autori.
Proiezione a pagamento.

A seguire, alle 22.30 circa, proiezione a ingresso gratuito:
Il cortometraggio Ricostruzioni (2026) di Anna Sandrini (25’) è stato realizzato dagli studenti della quarta CAT/GEO del Marchetti di Gemona, il corto è stato prodotto dal Centro per le Arti Visive nell’ambito del progetto del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola – CIPS, in collaborazione con La Cineteca del Friuli ed Ecomuseo delle acque del gemonese. Saranno presenti la regista e gli studenti.
In occasione dell’anniversario, gli studenti del Magrini di Gemona hanno scelto di non cercare i testimoni lontano, ma di ascoltare la memoria custodita tra i banchi della propria scuola: quella dei loro professori. Il cortometraggio raccoglie i ricordi di chi, nel 1976, era ancora un ragazzo. Ne emerge lo sguardo della gioventù dell’epoca, una prospettiva inedita capace di filtrare il dramma attraverso la lente dello stupore e della scoperta. È il punto di vista di chi, in un mondo improvvisamente privo di schemi e confini, ha saputo vivere quel tempo sospeso con intensità e purezza, vedendo poi rinascere e cambiare per sempre la propria terra. Il documentario si compone delle interviste degli studenti ai loro docenti e i materiali d’archivio della Cineteca e del Centro per le Arti Visive.