Una domenica mattina diversa dalle altre, il 28 dicembre alle 11.00, tutta dedicata al grande cinema e alla grande musica. Una mattina dedicata a Primavera, esordio cinematografico di Damiano Michieletto. In sala ad accompagnare il film lo stesso Michieletto, regista per i teatri più prestigiosi al mondo (La Scala, Royal Opera House, Komische Oper vi dicono qualcosa?) nonché vincitore di un Laurence Olivier Award! Con lui anche la produttrice Francesca Cima della Indigo film.
Ad introdurre la proiezione, un trio d’archi – composto dalle violiniste Beatrice Cher e Gaia Driussi e la violoncellista Teresa Forte – che eseguirà per l’occasione la Follia di Vivaldi. La Follia di Vivaldi deriva probabilmente da una danza popolare iberica, caratterizzata da un andamento energico e ripetitivo, una progressione armonica riconoscibile e un carattere emotivo intenso, quasi “ossessivo”. Composizione che trova nel trio d’archi una veste di grande vivacità ed equilibrio in cui i due violini insieme al violoncello dialogano attraverso linee virtuosistiche e ritmiche con l’elegante teatralità vivaldiana, inconfondibile.
Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo li dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.
Primavera, ispirato alle pagine del romanzo Premio Strega Stabat Mater di Tiziano Scarpa, è un’opera intensa e rigorosa, un racconto solido e profondamente emotivo che mette al centro la musica come strumento di emancipazione, conoscenza e salvezza. Il film riesce a coniugare una forte potenza narrativa con una grande attenzione alla precisione storica, restituendo allo spettatore un affresco vivo e vibrante della Venezia dei primi anni del Settecento.