ciclo

speciale al centrale

dal 21 ottobre 2019 al 13 novembre 2019

Nell’ABC del cinefilo c’è sicuramente la ricerca. Perché i grandi film a volte vanno scovati lontano dalla luce dei riflettori. Un prezioso ciclo che porta alla superficie piccole grandi opere altrimenti sommerse. Film il cui aggettivo più calzante è SPECIALI.

dal 21 ottobre
La vita invisibile di Eurídice Gusmão
di Karim Aïnouz, Germania, Brasile 2019, 139′
Brasile, 1950. Eurídice e Guida vivono con i genitori conservatori. Entrambe hanno dei sogni: Eurídice vuole diventare una pianista, mentre Guida è in cerca del vero amore. Le loro scelte porteranno alla decisione del padre di separarle. Tra Douglas Sirk e Almodòvar, un film poderoso, un ritratto femminile a due voci che non rinuncia all’estetica raffinata. storia e psiche, oltre l’ideologia

dal 28 ottobre
La fattoria dei nostri sogni
di John Chester, USA 2018, 91′
L’incredibile storia vera dei Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il loro sogno: costruire dal nulla un’enorme fattoria su 200 acri al di fuori di Los Angeles, seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale. Una lezione gioiosa e avvincente sulla convivenza ancestrale tra uomo e natura. Capace di coinvolgere e scaldare il cuore in modo sincero

dal 4 novembre
The Rider – Il sogno di un cowboy
di Chloe Zao, USA 2017, 103′
Brady, giovane cowboy e stella del rodeo, a causa di una brutta caduta non può più cavalcare. A fianco della sorellina, affetta dalla sindrome di Asperger, e in lotta col padre, cerca una nuova ragione di vita in un Paese che non fa sconti. Un ritratto ruvido, onesto e struggente di uno dei tanti angoli nascosti dell’America, uno di quelli in cui il suo immaginario è nato e si è sviluppato.

dall’11 novembre
L’ospite
di Duccio Chiarini, Italia 2018, 94′
Guido ha una relazione con Chiara che viene messa in crisi dalla possibilità che lei sia incinta. Mentre lui si sente pronto lei ci vuole pensare. Nell’attesa, Guido se ne va di casa ottenendo ospitalità sia dai genitori che dagli amici. Una scrittura spontanea, popolare, ed il merito di raccontare l’emergenza di una generazione con poche opportunità per immaginare il proprio futuro.

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