Kiev, autunno 2013. La quindicenne Olga (Anastasiia Budiasgkina), ginnasta prodigio, si allena giorno e notte per gli europei di categoria, ovvero il trampolino verso le Olimpiadi. Intanto piazza dell’Indipendenza è una polveriera. Manifestazioni e proteste si susseguono. Gli ucraini chiedono la testa del presidente filorusso Yanukovych (poi incriminato per alto tradimento) e di riallacciare i rapporti con l’Europa.
A documentare l’Euromaidan c’è la madre di Olga, reporter battagliera invisa al potere, che trascura, così, la figlia. La ragazza non più al sicuro in Ucraina, è costretta alla fuga nella placida Svizzera francese. Paese nuovo, stessa storia: anche con la tutina rossocrociata, la ragazza “tormenta” ad ogni ora barre e parallele in vista degli europei. Ma la lingua è un ostacolo, le nuove compagne sono algide, la famiglia adottiva non protegge e le notizie dall’Ucraina, sempre meno confortanti, la sospingono davanti a un bivio: la ginnastica o la famiglia. La passione o l’Ucraina.