evento visionario

Hiroshima

Regia di: Mike Tessari
Anno: 2021
Paese: Italia
Durata: 30'

Per celebrare i cento anni dalla nascita di Luigi Candoni sarà presentato al Visionario Hiroshima, mediometraggio co-prodotto dal Teatri Stabil Furlan, l’Associazione ‘Luigi Candoni’ di Arta Terme e la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, in collaborazione con il Far East Film Festival.

Ad introdurre la proiezione un profondo conoscitore della vita e dell’opera di Luigi Candoni, il professor Paolo Patui. Oltre agli autori del video, sarà presente anche il Presidente del Teatro Nuovo Giovanni da Udine Gianni Nistri, che in qualità di attore partecipò nel 1982 all’allestimento del testo di Candoni ‘Strissant vie pe gnot’, unica opera del drammaturgo scritta in friulano, diretta allora da Rodolfo Castiglione.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria (online o presso il cinema Visionario). CLICCA QUI >

 

Nato a Cedarchis di Arta Terme nel 1921, Candoni fu pubblicista, animatore culturale, drammaturgo e scrittore per la radio e per il cinema. Visse a Udine, Roma, Padova. Generoso, eclettico, mobilitato dalla foga battagliera e dalla ricerca permanente di temi e forme nuovi, il suo ingegno letterario si motiva nel quadro ansioso del secondo dopoguerra italiano, subito incupito dall’incubo atomico e, poi, dalle prime avvisaglie della mentalità edonista e consumista. Al centro vi è la crisi dell’uomo contemporaneo, smarrito tra il tramonto dei valori tradizionali e la tensione spirituale alla ricerca della verità e al recupero dell’umanità. Questa dialettica tra male storico e bene morale, tra pessimismo e idealismo, pervade tutta la multiforme attività di Candoni, ma trova particolarmente nella scrittura per il teatro (di un teatro-contro e di rottura) lo strumento espressivo più assorbente e originale, in linea con le più avvertite tendenze dell’avanguardia europea.
Nel 1961 Candoni scrisse per il teatro ‘Edipo a Hiroshima’, allestito nel 1963 dal Teatro Stabile di Torino per la regia di Roberto Guicciardini. In questo testo le indicazioni di regia dell’autore prevedevano (come era stile dei tempi) l’utilizzo di suggestioni pluri-sensoriali, visive ed acustiche (voci registrate, diapositive, filmati) intrecciate al parlato. Ecco quindi l’idea di realizzare un video, nel quale le ‘candoniane’ contaminazioni fra teatro e tecnologia sono rispettate e valorizzate.
Il lacerto testuale preso a riferimento è tratto da un lavoro del drammaturgo datato 1969: ‘Via Crucis Orazero’, una scrittura strutturata come una ‘via crucis’ appunto, in quattordici tappe, delle quali la settima, (la seconda caduta del Cristo) intitolata ‘Hiroshima’, consiste in una riduzione del suo stesso testo del ’61.
In esso si racconta del tormento e della crisi di coscienza del pilota dell’Enola Gay, l’aereo che sganciò sulla città giapponese la bomba atomica, causando un numero di vittime mai precisato, ma stimato fra le 90.000 e le 150.000. Egli ripercorre il suo viaggio e cerca dalle vittime un perdono che però gli è per sempre negato.
Il testo è stato tradotto in friulano carnico da Carlo Tolazzi ed il video, nel quale compaiono anche i ‘Gong per Hiroshima’, realizzati da Luciano Ceschia nel 1961, è stato girato dal giovane video-maker carnico Mike Tessari per la fotografia di Marco Giusti, all’interno del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, utilizzando anche riprese effettuate con un drone di ultima generazione, con le musiche composte appositamente da Mariano Bulligan e le maschere antropomorfe realizzate da Brat Teatro. Vi hanno partecipato gli attori Marco Rogante, Giuliano Bonanni e Chiara Donada. L’idea originale è del direttore del Teatri Stabil Furlan, Massimo Somaglino, che con la collaborazione del direttore artistico dell’Associazione Candoni, Giuliano Bonanni, ha anche coordinato il lavoro.
Un progetto di vera ricerca artistica insomma, nello spirito di sperimentazione e contaminazione che era tratto distintivo di Luigi Candoni, e in un accordo collaborativo ampio e partecipato che ha coinvolto diverse realtà e strutture artistiche e culturali.

 

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