Evento

Suns Europe: gli appuntamenti cinematografici al cinema Centrale

dal 28 novembre 2019 al 29 novembre 2019

Con la proiezione in anteprima assoluta di Sot des stelis fredis di Stefano Giacomuzzi si apre la sezione cine (cinema) di Suns Europe. Il film sarà in programma al cinema Centrale giovedì 28 novembre alle 20.30 (biglietto unico 5 euro – ingresso vietato ai minori di 14 anni). A proiezione conclusa l’autore dialogherà con don Pierluigi Di Piazza, del Centro Balducci, e con l’antropologo Claudio Lorenzini, dell’Università degli Studi di Udine, e sarà a disposizione del pubblico per eventuali domande. Sot des stelis fredis è stato girato tra le montagne della Carnia. In quelle zone Giacomuzzi ha trascorso molto tempo tra il 2015 e il 2016 seguendo la vita di alcuni abitanti di quei luoghi: «Ho conosciuto circa 200 persone, per poi sceglierne tre», ha raccontato. Utilizzando la macchina da presa quasi fosse una penna, ha iniziato la sua narrazione. L’obiettivo ora chiaro nella sua mente, la strada per raggiungerlo, invece, è arrivata una ripresa dopo l’altra. Apparentemente il film può sembrare un documentario osservativo sulla vita in montagna – e indubbiamente si tratta anche di questo – ma il microcosmo della Carnia su cui si focalizza il film risulta essere il riflesso di una realtà più ampia, un espediente per parlare della vita dell’uomo, del suo suo rapporto con gli animali, la natura e soprattutto con il tempo. Mettere le mani nella terra, sentire lo sporco sotto le unghie, l’erba che pizzica la pelle. Sentire l’alito di un animale, il caldo, sulla faccia. E ancora il sole freddo della montagna, la paura che incute un paesaggio, la desolazione. Sentire la solitudine e, soprattutto, lo scorrere del tempo. Ecco dunque che nella pellicola (in bianco e nero) la lingua assume un’unica dimensione, quella «sonora. I pochi dialoghi – ha precisato – hanno lo stesso valore dei versi delle “bestie”: l’uomo è messo, infatti, sullo stesso piano degli animali. Per questo, ho deciso di lasciare anche il linguaggio a tratti forte. Perché fa parte della fonetica dei personaggi, non per il suo significato».

Due anni dopo “Missus”, Massimo Garlatti-Costa torna a Suns Europe con il suo nuovo lavoro in lingua friulana: Predis. La nazione negata (il film è prodotto da Raja Films e Belka Media, e realizzato con il supporto di ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, Fondo Regionale dell’Audiovisivo Fvg, Film Fund – Film Commission Fvg, Glesie Furlane). L’appuntamento è per venerdì 29 novembre alle 20.30 al cinema Centrale di Udine (biglietto unico 5 euro). Secondo capitolo di una trilogia che vuole raccontare la storia del Friuli e dei friulani che hanno lottato per la propria identità, Predis, è il prequel di Missus, l’ultima battaglia, pellicola del 2017 con cui il regista friulano ha voluto documentare a che punto è la lunga battaglia dei preti di Glesie Furlane per il diritto di pregare nella propria lingua. Ora, «attraverso un viaggio nel ‘900 friulano Predis racconta la storia di tre preti friulani, don Giuseppe Marchetti, don Francesco Placereani e don Antonio Bellina che hanno dedicato la loro vita al Friuli e alla sua gente, insegnando la storia, la lingua e la cultura e, soprattutto, insegnando a riconoscere la propria identità e a lottare per essa», ha spiegato Garlatti-Costa, che introdurrà brevemente la prima del film. Predis propone una fotografia in bianco e nero che richiama un Friuli dimenticato ma eterno, abitato da persone che vivono e lavorano ancora a contatto con la terra. Una scelta dell’autore che così ha voluto «rappresentare il Friuli attuale, diverso purtroppo da quello che avrebbero desiderato i tre preti protagonisti. Un Friuli che ho voluto rappresentare in modo essenziale, crudo, quasi atavico. Le uniche riprese a colori sono quelle d’archivio in 8mm, che ci fanno vedere il Friuli al tempo dei tre preti». Uomini illuminati che avevano «anticipato i tempi e i pericoli che il futuro avrebbe portato. Proprio con questa visione i tre preti hanno cercato di far capire allo loro gente quanto importante fosse lottare per i propri diritti, la propria libertà di espressione, di lingua e cultura». Proseguono intanto i lavori per il terzo atto, quello finale, «un documentario che racconta l’importanza della madrelingua per l’uomo».

 

IL FESTIVAL – Suns Europe – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e della Fondazione Friuli – gode del patrocinio del Comune di Udine, del Consiglio d’Europa e del NPLD, Network to Promote Linguistic Diversity, la rete europea per la promozione della diversità linguistica. Inoltre, si avvale della collaborazione di numerosi soggetti pubblici e privati, friulani e internazionali fra cui Etxepare Euskal Institutua (Paese Basco), Secretaría Xeral de Política Lingüística – Xunta de Galicia (Galizia), Babel Film Festival (Sardegna), RTR (Cantone dei Grigioni), Stichting REUR (Paesi Bassi) e CEC, Centro Espressioni Cinematografiche. Suns Europe ha il merito di trasformare la città di Udine in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook ‘SUNS Europe’.

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