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My name is Adil

26 ottobre 2017 - 20:00

Girato tra la campagna marocchina e Milano, il film racconta la storia vera di Adil, un bambino che vive nella campagna del Marocco con la madre, i fratelli e il nonno capo-famiglia. È un mondo povero, dove fin da piccoli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio per pochi. Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé. Stanco delle angherie dello zio e del ristretto orizzonte che si vede davanti, il ragazzino a 13 anni decide di raggiungere il padre, El Mati, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene, però, è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria storia, dai propri affetti e dalla comunità. Il film accompagna lo spettatore nel percorso del protagonista adolescente alla scoperta di un nuovo mondo: l’Italia non è il paese delle città favolose e della ricchezza facile sognata nell’infanzia, ma offre ad Adil la possibilità di studiare, vivere nuove esperienze e costruire nuovi legami. Il cerchio si chiude quando Adil, ormai adulto, dopo dieci anni di assenza dal Marocco, ritorna nel suo paese, alla riscoperta delle proprie radici: il viaggio lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”.

Un film fatto con pochi mezzi. Partito dal nulla, ha viaggiato per i Festival in giro per il mondo e puntualmente è arrivato al cuore dello spettatore. My name is Adil è un film unico che è riuscito nell’impresa. Realizzato con 2 macchine fotografiche racconta la vera storia di chi ha deciso di cambiare il proprio destino attraverso l’unica via possibile: sé stessi.

Il film, realizzato a budget zero e prodotto in modo indipendente grazie a un crowdfunding che può vantare l’endorsement di Gabriele Salvatores, ha la forza del racconto intorno al fuoco e porta lo spettatore dentro al fenomeno della migrazione e della fatica di far convivere, dentro se stessi, la cultura d’origine e quella del paese di accoglienza. In My name is Adil, girato tra il Marocco e l’Italia, si intrecciano episodi delle tre fasi principali della vita del protagonista: il bambino-pastore affamato di istruzione e di futuro; l’adolescente che si confronta con un mondo sconosciuto; l’adulto che ritorna nel paese d’origine, guardandolo con occhi nuovi. Il film offre un’occasione di riflessione su cosa significhi emigrare, dal punto di vista di un bambino che diventa ragazzo e poi uomo, a cavallo di due paesi e due culture.

Al Visionario giovedì 26 ottobre ore 20.00

Le scuole potranno richiedere, attraverso il sito www.unisonacinema.it/mynameisadil, una proiezione matinée.

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